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PROJECT DELOS - A SATURDAY NIGHT ON THE MOON (2005)
Andrea Esperti
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trombone
1.
Easy Landing
Recensione di Fabrizio Ciccarelli I "Project Delos" nascono da un'idea di Niccolò Faraci 27enne contrabbassista dedito fra l'altro alla programmazione dei sintetizzatori, come in questo album, omaggio originale ed intelligente alla fantascienza tra gli anni '50 e '70. In "A Saturday Night on the Moon" si avvale della collaborazione di tre strumentisti di interessante spessore artistico: Alessandro Blasi, batterista, Lorenzo Paesani, pianista e tastierista, ed Andrea Esperti trombonista. Guest star,Massimo Manzi alla batteria nelle tracks 8 e 11. Le atmosfere presentate nel cd sono tutt'altro che univoche: sequenze piacevolmente notturne, ariose ironie, melodie ben costruite stilisticamente con coloriture decisamente moderne, brani che talvolta uniscono la sintassi più propriamente jazzistica a linguaggi di segno diverso. Le architetture musicali appaiono ben costruite e ben eseguite, grazie anche all'intenso interplay che unisce questa band, in cui ognuno trova i propri spazi, la possibilità d'esprimersi secondo la propria personalità artistica in un originale e duttile interplay in cui s'intrecciano dissonanze, contrappunti, impressionismi lirici talora eccentrici ma sempre piacevoli, di buon gusto. Nel complesso, l'album mostra una pregevole coerenza, sia s'incontri il soft touch del trombone di Esperti – musicista, a parere di chi scrive, non solo preparato ma soprattutto dotato di un'inventiva al di fuori del comune – o il drumming di Blasi, vigoroso nei controtempi e negli accenti, o ancora l'elegante stilismo di Paesani, ironico ed originale specie come tastierista e, allo stesso tempo, lirico ed espressivo come nell'incipit del cd ("Easy landing") in cui esprime "in toto" la sua qualità da "pianista da trio". Niccolò Faraci, personalità da "band leader", è strumentista istintivo ma attento: non ruba la scena, esegue i propri soli con fraseggi morbidi, accompagna con garbo ed incisività quando è il caso, e tanto basterebbe ad intuirne la preparazione e le lezioni apprese tanto dai contrabbassisti "storici" quanto da quelli contemporanei. Già, "contemporaneo" sembra proprio essere l'aggettivo che più d'ogni altro possa connotare l'attività della band e di Faraci in particolare: nelle sue corde si intuisce quanto sia possibile far convivere il classico con l'antiaccademico, con un sound pieno e sostenuto tipico di sonorità che dal jazz possono anche eludere, ma che è anche vero che, nei momenti di stasi creativa, lo hanno rinfrancato, rivitalizzato (come nei casi di Jaco Pastorius, Marcus Miller, Darryl Jones), tanto più se si ricorda che Niccolò ha curato – e con gran piacere, forse è possibile immaginare – i software sequencers… Una breve nota a margine perAndrea Esperti: fine e colto trombonista, spazia libero nei suoi soli, felicemente vicino a Roswell Rudd, a proprio agio nei ritmi caraibici ("Ufo, where are you?"), nelle felici "distonie" ("The trouble with tribbles") quanto nelle ballads ("I remember Christopher Pike"). Come "special guest" Manzi offre determinata prova di sé nei due brani in cui è presente: un bel drumming il suo, vivace e brillante. Il progetto musicale della band appare convincente, consapevole e connotato da atmosfere piacevoli e dense di suggestioni inventive: ne attendiamo la conferma. Per intanto, vale sicuramente la pena trascorrere questo "sabato sera sulla luna".
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