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ELLIOTT CAINE QUINTET - BLUES FROM MARS (2006) The newest recording, "Blues From Mars", features some of the best musicians in Los Angeles with guest appearances by Justo Almario on tenor sax, D.J. Bonebrake on vibes, and Munyungo Jackson on percussion. Elliott's two previous releases "Orientaion" and "Le Supercool" were met with glowing reviews and elevated his appearances on the Los Angeles jazz scene. "Blues From Mars" is now set to bring the Elliott Caine Quintet to an exciting new level Elliott Caine (trumpet, flugelhorn) Justo Almario (tenor saxophone) Michael Rose (baritone saxophone) John Rangel (piano) Bill Markus (bass, electric bass) Kenny Elliott (drums) Muyungo Jackson (congas) Carl Randall (tenor saxophone) Antoine Cayito Dearborn (congas) DJ Brakebone (vibraphone) Probyn Gregory (theremin, tannerin) Innocente Alvarez (congas) more tracks can be heard on Vinilemania's Radio Channels
courtesy italia.allaboutjazz.com by Maurizio Zerbo Da poco pubblicato sul mercato statunitense, Blues from Mars è un CD che rende pienamente merito alla ragguardevole cifra espressiva di Elliott Caine, talento emergente della scena jazz californiana. I limiti di una pratica convenzionale sono superati dal suo personale stile di tromba, che sa essere fluido e crepitante, dal suono brillante e leggero. Questa terza incisione da leader mette in luce alcune particolarità espressive di Caine, che ne fanno uno dei trombettisti più bravi e preparati in ambito mainstream, a cominciare dalle doti tecniche da vero virtuoso, che gli consentono di padroneggiare splendidamente i registri più acuti dello strumento e svettare agile tra i mille meandri di un percorso avvincente. Oscillanti tra il retaggio morganiano e le influenze del latin jazz, le composizioni originali del trombettista sono eseguite con impareggiabile perizia da una formazione via via cangiante nella composizione degli elementi. È un quintetto di base che si allarga di volta in volta in sestetto e settetto, per rivisitare con gusto e soprattutto con sobrio senso della misura le trame poliritmiche di un tessuto ritmicamente incalzante, magistralmente incarnato dalla title-track e dal latineggiante “la verdad es la verdad”. Un sapiente uso delle percussioni africane è una delle chiavi di riuscita di un progetto interessante, che con gusto e rispetto riesce ad arrivare direttamente al cuore della cultura afrocubana. Ed in più una ritmica in grado di produrre un sound efficace e frastagliato, grazie soprattutto alla prova del contrabbassista Bill Markus. Pronto a disegnare, sin dal brano d’apertura, esaltanti trame con la sua incisiva cavata ed un brillante walkin’ bass. Di grande impatto il gioco contrappuntistico della front-line (tromba-sax tenore e baritono), per creare un tessitura roteante di piramidi sonore. Un meccanismo dall’incedere perfetto, in cui gli strumenti entrano alternativamente dal basso verso l’alto su tempi veloci, per creare un vorticoso effetto di potenza sonora. |
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