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LIVIO MINAFRA - LA FIAMMA E IL CRISTALLO (2008) piano solo 1. Ninna Per Mimma 04:42 3. Polvere 02:46 4. La Danza Del Vulcano 07:33 7. Cerbiatto 05:46 8. Campane 06:53 9. Bulgaria 06:55 10. Nella Notte Il Cristallo 07:59 more tracks can be heard on Vinilemania's Radio Channels
linear notes by Giorgio Gaslini (english version) Releasing a solo piano recording is an arduous task requiring bravery. I remember feeling ready for it only in 1981 (“GASLINI PLAYS MONK”), after more than thirty years of artistic career. Only years later did other solo piano works follow. Therefore the young Livio Minafra is to be admired and respected: by releasing this solo piano Cd, he takes all the risks of an arduous and yet intriguing adventure upon himself. To paraphrase a famous statement by the philosopher Wittgenstein (“One can talk only about what one knows. It is better to say nothing about the rest”), when creating “open” music by drawing upon one’s own imagination, one always ends up quoting known sources and omitting the others as a matter of fact. In music, too, is such a rigour required. And Livio shows he possesses it in this very recording. Performed with an impetuous piano style, the eleven original compositions reveal, within solid and vigorous formal structures, the variously shaded echoes of Livio’s musical interests and influences: the rhythmical and somewhat crazy ways of silent movie comedians (Buster Keaton, Ridolini); the sounds of nature, which give birth to consonant and natural chords; the perpetual motion typical of Paganini; the use of repeated notes as in one of Chopin’s famous scores and of harmonies let free to resonate as in Debussy’s impressionistic style; some swift and circular melodic lines liked by Rimsky Korsakov and his famous flying bumblebee; moreover, Debussy’s “children’s scenes”, some “ostinatos” recalling Liszt’s Hungarian Rhapsodies, and some flashes of folk nursery rhymes that immediately turn into sonorous repeated phrases similar to a jazz riff. It’s all right, this is all too normal. What eventually matters is the overall work of a young pianist-composer, who manages to blend his own primary musical thought, acting as a guidance, with a rich memory archive, that becomes mere “working material”. The recording includes some pleasant moments of fresh and genuine inspiration that light up an intense and complex musical journey. Therefore, Livio Minafra deserves praise for this work, prefiguring even greater achievements that in future the listener is invited to witness.
linear notes by Giorgio Gaslini (italian version) Registrare e proporre un disco di solo piano è cosa ardua e coraggiosa. Ricordo che mi sentì pronto soltanto nel 1981 (“GASLINI PLAYS MONK”) avendo alle spalle oltre trent’anni di carriera artistica. Solo anni dopo ne seguirono altri. Perciò il giovane LIVIO MINAFRA va ammirato e rispettato proprio perché con questo disco di solo piano propone e si accolla tutto il rischio di un’avventura ardua ma allo stesso tempo coinvolgente. Parafrasando una celebre affermazione del filosofo Wittgenstein (“Si può parlare soltanto di ciò che si conosce. Del resto è meglio tacere.”) quando si crea musica aperta, di fantasia, si finisce sempre per citare le fonti che si conoscono, omettendo di fatto le altre. Anche in musica occorre questo rigore. E Livio dimostra di averlo, proprio in questo suo disco. Eseguiti con un pianismo impetuoso, gli undici suoi brani lasciano percepire, all’interno di solide e volitive strutture formali, gli echi diversamente sfumati di riferimenti alle sue frequentazioni e ascendenze: i modi ritmici e “pazzerelli” dei comici del cinema muto (BUSTER KEATON, RIDOLINI), i suoni della natura che generano accordi consonanti e naturali, il moto perpetuo alla Paganini, la nota ribattuta come in una celebre pagina chopiniana, le armonie lasciate risuonare con il gusto impressionistico alla Debussy, certe linee veloci e circolari care a RIMSKY KORSAKOV e al suo celebre calabrone volante, e ancora le debussyane “scene infantili”, certi “ostinati” delle danze ungheresi di lisztiana memoria, e qualche sprazzo di filastrocca popolare subito smentito da robuste frasi iterate alla maniera del “riff” jazzistico. Va benissimo, tutto ciò è più che normale. Quello che infine conta è il lavoro complessivo di un giovane autore-pianista, il quale riesce a fondere il suo pensiero musicale “guida” e quindi primario con tutto un ricco materiale della memoria facendolo diventare semplicemente “materiale di lavoro”. Nel disco ci sono momenti felici di fresca e sincera ispirazione che illuminano un percorso musicale forte e complesso. Merito dunque a LIVIO MINAFRA per questo risultato. Con il quale egli sembra invitare chi lo ascolta a futuri appuntamenti “in progress”.
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